Sailing to Byzantium. 6 Artists from New York, a cura di Richard Milazzo, è un progetto di ampio respiro che, dopo essere stato già esposto a Venezia, a Palazzo Tito, giunge a Rimini, sorella adriatica della Serenissima. Le due città, difatti, guardano dalla soglia dell’Adriatico verso l’Oriente; e così, la lirica di Willam Butler Yeats, Veleggiare verso Bisanzio, invita a una trasmigrazione, non solo geografica, ma a un movimento dal visibile al trascendente, senza che l’aspetto del sensibile, sia mai dimenticato, ma piuttosto ricondotto all’eternità dell’opera artistica. Le tecniche a stampa impiegate, sono come un grande atelier di idee, visioni, concetti, esperienze, offerti su grandi superfici di potente suggestione estetica.
La mostra squaderna insieme le incisioni vibranti ed elegantissime di Donald Baechler, le sperimentazioni turbinanti di Ross Bleckner, figlie di un estremo naturalismo, i rilievi materici di Peter Halley, i virtuosismi percettivi di Vik Muniz, le sperimentazioni simbolico-semiotiche di Peter Nagy e l’energia cinematografica e cartellonistica dell’immaginario pop di Walter Robinson. Un concerto di immagini, di folgorazioni segniche e cromatiche che ci guida in un lungo viaggio dalla scena di New York degli anni Ottanta all’atmosfera adriatica di una Rimini moderna, sempre sospesa, tra Giotto a Bisanzio, sull’«artificio dell’eternità» (Yeats).