Mario Airò

Car Tattoo

“Se non progetto per me diventa importante lasciar fluire le cose. Provare un forte stimolo per un’immagine che non so assolutamente come sarà quando sarà finita. Dentro, senza che io lo progetti, mi nasce in proiezione questo desiderio, lasciar fluire questa presenza intuitiva. Avercela con la progettualità è un pò come avercela con l’insiemistica, contro un pensiero, cioè, che si struttura secondo codici di appartenenza. Come artista non vedo perché io debba limitarmi ai codici di appartenenza del sistema arte e non possa sfruttare i codici di appartenenza del sistema poesia, matematica o letteratura”.

Dono di Rosanna Manfrotto in ricordo del marito Franco Mario Pavanello. Aerografo e vernici spray su automobile, traccia audio in autoradio, 1997, cm 420 x 160 x 150. Fotografia © Studio Blu.”

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Car Tattoo di Mario Airò Part

Nato a Pavia nel 1961, vive e lavora tra Genova e Milano.

L’opera di Airò è caratterizzata dall’utilizzo di oggetti quotidiani: immagini, testi, suoni e fonti luminose, che portano lo spettatore a volgere un nuovo sguardo verso il reale. Con i suoi interventi trasforma gli spazi fisici in situazioni “mentali”, che nascono da quello che l’artista ha definito un “vagabondare” tra sistemi di pensiero e mezzi espressivi. Come nel caso dell’opera esposta in collezione, Car Tattoo, omaggio al film di Francis Ford Coppola Rusty il selvaggio, Airò accosta riferimenti culturali, letterari, cinematografici e musicali, restituendo a chi guarda e ascolta, a chi sente, il senso di molteplicità poetica dell’esistenza. Allievo di Luciano Fabro all’Accademia di Brera di Milano, nella prima metà degli anni Novanta, Airò ha animato la scena artistica milanese insieme a un gruppo di giovani artisti che si radunavano nello spazio autogestito di via Lazzaro Palazzi. Lì, nel 1989, ha organizzato la sua prima mostra personale.